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Boom

“Non rinchiuderti, Partito, nelle tue stanze,

resta amico dei ragazzi di strada.”

Il Partito, Vladimir Majakovskij

 

Pensate a due cose poco sexy. O se non vi piace la parola, poco accattivanti. I calzini con le Birkenstock? Meno ancora. Sandro Bondi? Acqua, acqua. Un film polacco degli anni ’50? Potete fare di meglio. Niente, non ci arrivate, allora ve lo dico io: gli anziani (una) e il sindacato (due). Ma c’è qualcosa forse di ancora meno seducente di questi due elementi: il sindacato dei pensionati. Touché.

E invece rimarrete e rimarremo delusi, perché tutto ciò cui avete pensato negli ultimi secondi verrà contraddetto da Boom. Lanciato nel maggio del 2021, si tratta di un progetto editoriale digitale iniziativa proprio del Spi Cgil (Sindacato Pensionati Italiani del principale sindacato italiano) e che intende condividere la storia delle lotte operaie con le generazioni più giovani, così distanti da quel periodo storico.

boom-spi-cgil-instagram

 

Sta per arrivare la frase che mai mi sarei aspettato di pronunciare: “Complimenti al Sindacato Pensionati Italiani per l’ottimo lavoro!” E, ironia a parte, lo penso seriamente. Perché Boom (che io leggo come un vago accenno a Boomer, oltre al Boom degli scoppiettanti – per così dire – anni di piombo) è finalmente un progetto che guarda ai giovani, senza la pretesa di “fare i giovani”, con quel tono da papà imbarazzante che fa il gesto del surfista. Tutt’altro: cultura pop incrociata alle immagini di repertorio, visual accattivanti, content di alta qualità, molto video, un piano editoriale costruito per rubriche (ricorrenze, curiosità, tv, cinema, letteratura, quiz) e all in all un mosaico colorato e felice, capace di ovviare alla facile retorica da Radiotelevisione Italiana.

 

“Vogliamo parlare con i giovani e per questo è necessario provare a scendere sul loro terreno. L’obiettivo è quello di portarli a conoscere un pezzo importante della storia del nostro paese, che noi abbiamo vissuto in prima persona e che loro conoscono poco o nulla, anche perché difficilmente viene studiato a scuola. Stiamo parlando di una stagione di profonde trasformazioni sociali, economiche, politiche e anche culturali che hanno cambiato il mondo,” spiega Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil.

  

 

Ora, i numeri – va detto – non sono (ancora) dalla loro parte. Un progetto tanto ben curato che dopo otto mesi ancora conta duemilaottocento e rotti follower non si può dire che abbia avuto propriamente successo. Ma noi lo diciamo per spronare a fare meglio, perché Boom merita; e i ragazzi di oggi meritano Boom e lo meritano anche gli anni ’60 e ’70, così ricchi, così dolorosi, così indispensabili per capire la nostra Italia di oggi.

 

Cosa non sta funzionando, cari amici pensionati? Le sponsorizzate? Le digital PR?

Con noi potete parlarne, noi la pensione non la vedremo mai.

 

Giulio Rubinelli

Creative Director no panic agency

Brand Language Director no panic & act

 

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