


A sei anni dalla pubblicazione della sua prima immagine a infrarossi, Paolo è oggi considerato uno dei pionieri di questa tecnica, che ha saputo trasformare in una forma espressiva personale e riconoscibile. Tutto è iniziato come un esperimento nel suo giardino, nato dal desiderio di unire scienza e creatività attraverso la modifica di una fotocamera in full-spectrum. Da quel momento, il suo lavoro si è mosso verso un unico obiettivo: rendere visibile l’invisibile.


Con il progetto Infraland, Paolo ha dato vita a un percorso fotografico, artistico e sociale, che pone la natura al centro della narrazione, enfatizzandone i colori nascosti, normalmente invisibili all’occhio umano. Una ricerca estetica e concettuale che invita a riscoprire la bellezza del mondo che ci circonda — spesso dimenticata — attraverso nuove lenti, nuovi filtri, nuovi punti di vista.


La collaborazione con Adobe rappresenta un riconoscimento internazionale del suo stile unico, e un’ulteriore spinta a continuare il suo viaggio nella fotografia come esplorazione visiva e ambientale.
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